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Metafisica E' ancora possibile? |
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Parlare
di metafisica è un po’ condannarsi anticipatamente
all’invecchiamento. Cosa se non una rassegna museale potrebbe accogliere
l’Acqua di Talete, l’Apeiron
di Anassimandro, la sostanza
aristotelica, il Dio di Anselmo
e l’Idea Assoluta di Hegel ? Le
categorie ontologiche, anche nella sobrietà con cui sono elencate ad es.
da Nicolai Hartmann, sembrano mute come i Geni, i Demoni e gli Angeli
delle cattedrali gotiche. A
questo punto forse sarebbe meglio non iniziare affatto un discorso del
genere se... ...se
l’orizzonte di obsolescenza nel quale crediamo di situare solo alcune
cose, non riguardi tutta intera la nostra dimensione culturale. Viviamo in
un universo altamente inflazionario, dove le informazioni in eccesso
saturano rapidamente la nostra passione cognitiva, dove, rileggendo un
testo a noi caro, stentiamo a ritrovare l’emozione che ci ha suscitato
la prima volta e per farlo dobbiamo artificiosamente ridurre la nostra
affettività a quella poltiglia zuccherina che consente alle nostre zie di
piangere a comando guardando la Tv ( ricordate il cane di Pavlov ?). Il
Post-modernismo ha enunciato questa ferale sentenza : ogni novità è
memoria, ogni nostra velleità verbale è antiquariato.
Delle nostre case è rimasta solo la vecchia soffitta piena di giocattoli
impolverati, di bambolotti e pupazzetti. Ed
allora ? La
bomba atomica sembra già scoppiata : siamo dei sopravvissuti ed
attorno al fuoco ci raccontiamo favole per ritardare la venuta della
notte. In queste favole le vecchie bambole di pezza riacquistano vita
quasi che il sogno non sia solo l’antecedente temporale del risveglio o
addirittura un ostacolo da superare, ma il brodo primordiale, il terreno
ricco da cui dipendono i progetti e le scelte della vita cosciente. E da
quaeta considerazione si può riprendere un discorso sulla possibilità
della metafisica, all’interno cioè di quel Mundus
Imaginalis studiato da H. Corbin che è la matrice dell’attività
ipotetica e della creatività umana. Da
cosa dunque è fatta l’esperienza umana , prima che venga incasellata da
categorie socialmente funzionali ?
Forse da aspetti che è difficile integrare razionalmemente fra
loro : la bellezza della Natura e dei colori, la paura della morte,
la sofferenza e la fatica dell’agire umano, il calore del rapporto con
altri esseri umani, l’esattezza del mondo dei numeri, la curiosità di
indagare il mondo, la serenità di un rilassamento meditativo...... Tutte
questi sono aspetti eterogenei della vita quotidiana che spesso non si
pensa di mettere assieme in qualche modo in una rappresentazione unitaria :
il serio professore di fisica nucleare è ben consapevole che l’ansia
che prova ad un serio esame diagnostico è un’esperienza cognitivamente
importante quanto i suoi experimenta crucis ? E che non la debba
studiare solo un medico o uno psicologo abilitato ? E che l’idea di
un Aldilà è un correlato importante anche se non inevitabile di tale
esperienza ? D’altro
canto, l’essere umano cerca di unificare questi aspetti, spesso in una
rappresentazione che li articoli in qualche modo. Questa istanza
rappresentazionale è alla radice sia della Scienza che dell’Arte ed è
stata sinora concessa solo ad elites, a gruppi ristretti, a ceti ben
specificati. Ma i processi democratici e l’incremento mondiale del
consumo stanno estendendo in termini assoluti queste possibilità di
elaborazione culturale e simbolica : la New Age è uno dei risultati
di questo processo e i suoi esiti sono spesso anche molto contestati da
palati cognitivamente fini ed esigenti. La
cosa rilevante è però la dimensione sociale complessiva del fenomeno che
è ragguardevole : anche la casalinga ha la sua visione del mondo,
fatta di fantasmaticità, ibridi e contaminazioni religiose, suggestioni
para-scientifiche che costituiscono nel loro insieme un kit, una cassetta per gli attrezzi, una rappresentazione complessiva
più o meno coerente da cui possono discendere stili e comportamenti
autonomi ; tale rappresentazione ha un’accezione ontologica e non
solo metodologica, in quanto l’istanza rappresentazionale nel formare
l’individuo deve separarlo dal contesto intersoggettivo già dato ( dove
la metodologia trova radice) e riportarlo ad un contesto più vasto, che
può essere la Natura o un più astratto Essere. Questo
livello di elaborazione individuale di stimoli ed immagini collettive è
il terreno di coltura della metafisica e della sua riproposizione. Siamo
però ancora a visioni del mondo più o meno ingenue. Perché ci sia
metafisica vera e propria è necessario che in questa fusion
, in questo fermento che scandisce il processo di formazione di un
individuo, si evidenzino alcune idee la cui genesi e la cui natura
risultano problematiche e
paradossali : si pensi a Infinito,
Assoluto, Tutto, Io, Dio,
Universo, Tempo, Uno,
Identità, Nulla etc. Queste idee esplicitate e tematizzate danno
luogo ad architetture vertiginose e ad antinomie esplosive, intuite ma al
tempo stesso fraintese da Kant
nell’arcinota Dialettica
Trascendentale. Tali antinomie preparano la transizione dalle
rappresentazioni più o meno armoniche alla pratica discorsiva che
chiamiamo Filosofia la quale più che un esser-stato fa parte di un futuro
interamente ancora non scritto, un futuro di cui la dimensione politica,
democratica, autogestionale, antropologica sarà il liquido amniotico. Ma
fermiamoci : E la Metafisica ?
Appartiene al passato ? Certo,
e l’abbiamo visto ma un passato che viene sempre con forme ed esiti
nuovi ricapitolato ontogeneticamente in ogni Bildung,
in ogni riappropriazione individuale dell’esperienza, in quanto
l’individuo non sarà mai interamente sciolto nella comunicazione, ma
sarà nella sua eccentricità il punto di resistenza permanente e di
rilancio del processo democratico.
La democrazia infatti non può essere mera impersonale composizione di
interessi grezzi ed irriflessi, ma sintesi continua di prospettive diverse
e dunque processo che ha bisogno di più visioni del mondo ( e dunque non
ha più senso la pars destruens della Critica kantiana ) per essere
continuamente alimentato e che sempre più che mai ha bisogno di
individualità e dunque... di Metafisica.
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